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GIUSTIZIA SI AVVICINA..Aldrovandi, 4 poliziotti rinviati a giudizio per omicidio colposo



Purtoppo le cose serie le fanno solo la sera.. tardi.. per distoglierci.. 
alla realtà che ci circonda..

 Mercoledì il gup di Ferrara ha rinviato a giudizio Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i quattro agenti della polizia di Stato di Ferrara accusati di omicidio colposo per la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005 durante un intervento della polizia. Ed è stata fissata per il 19 ottobre la prima udienza del processo, a Ferrara, a carico dei quattro poliziotti imputati per la morte del diciottenne.

L'opinione pubblica cominciò ad interessarsi del caso dopo che la madre di Federico, Patrizia Moretti, un anno e mezzo fa aprì un blog che diventò un caso nazionale e fece riaprire l'inchiesta. Come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Nicola Proto e dal Procuratore capo Severino Messina, i quattro poliziotti delle «volanti» hanno ecceduto «i limiti dell'adempimento di un dovere». Un eccesso colposo che ha «cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi» e che ha portato la Procura a richiedere per gli agenti il processo: un reato per cui, come recita il capo di imputazione, è prevista la pena dell'omicidio colposo.

I quattro agenti erano intervenuti all'alba del 25 settembre 2005 in via Ippodromo, dove era stata segnalata la presenza di un giovane in stato di forte agitazione. Durante l'intervento di polizia per immobilizzare il diciottenne, i quattro agenti, secondo la Procura, si sono resi responsabili di omissioni e imprudenze. In particolare, viene contestato il ritardo con cui chiamarono il 118; secondo l' accusa, inoltre, la condotta dei poliziotti è da considerarsi «imprudente», per aver «ingaggiato una colluttazione» con Aldrovandi «eccedendo i limiti del legittimo intervento».

Pur in superiorità numerica, prosegue il pm, gli agenti «percuotevano Federico Aldrovandi in diverse parti del corpo facendo uso di manganelli (due dei quali andavano rotti, ndr)». Un intervento che non si è fermato nonostante il ragazzo «in più occasioni» avesse chiesto di smettere «con la significativa parola basta, mantenendo al contrario lo stesso Federico Aldrovandi, ormai agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone difficoltosa la respirazione». Sia la posizione, sia lo sforzo compiuto durante la colluttazione, sono indicate come concause del decesso. Secondo i difensori, invece, questo nesso causale è tutto da dimostrare. 


http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=66918

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2007/06/zona-del-silenz.html#comment-73506278

Anche chi l'ha visto farà un intervento!

Pubblicato il 22/6/2007 alle 14.51 nella rubrica Emozioni vitali.

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